Cosa fare e non fare se si trova un riccio in difficoltà nel periodo primaverile, quando gli animali si trovano nel delicato periodo di risveglio dal letargo e come prevenire incidenti nei giardini.

risveglio dei ricci dopo il letargo


C’è un appuntamento che aspettiamo ogni anno con il fiato sospeso e per fortuna arriva puntuale insieme ai primi fiori: il ritorno dei “nostri” ricci.
Ci capita di soccorrerne diversi, a volte feriti, a volte troppo piccoli per affrontare il letargo, o da allattare. Una volta in forze e pronti per la vita selvatica, li liberiamo nel nostro bosco.

Ogni primavera, appena le temperature si scaldano, eccoli di nuovo qui. Spuntano tra l’erba alta, diretti verso le ciotoline che giornalmente lasciamo a disposizione dei gatti che si aggirano liberamente sul territorio. Nonostante il tempo passato e la vita selvatica, sanno che qui troveranno sempre un pasto sicuro.

Vederli tornare ci ricorda quanto sia importante intervenire quando un animale è in difficoltà, ma bisogna farlo nel modo giusto.

Aiutare un animale selvatico è un atto d’amore che richiede consapevolezza. Non si può improvvisare: è fondamentale contattare associazioni esperte o centri di recupero (CRAS) e seguire protocolli precisi perché un soccorso consapevole è ciò che trasforma un momento di fragilità in una seconda possibilità di vita in libertà.


Quando contattare un CRAS

Ecco i principali segnali d’allarme per capire se un riccio ha bisogno di aiuto immediato:

Attività diurna
I ricci sono animali notturni. Se ne vedi uno vagare alla luce del sole, spesso è segno di malessere, disidratazione o fame.

Mancato appallottolamento
Se avvicinato o toccato delicatamente non si chiude a palla (o lo fa solo parzialmente), significa che è troppo debole o in stato di shock.

Andatura instabile
Un riccio che barcolla, cammina in tondo o trascina le zampe potrebbe avere ferite, problemi neurologici o essere gravemente disidratato.

Presenza di mosche o parassiti
Se vedi molte mosche che gli ronzano intorno, o peggio, uova (simili a chicchi di riso) e larve tra gli aculei, il riccio ha quasi certamente una ferita infetta e necessita di cure urgenti.

Respiro rumoroso o tosse
Starnuti frequenti e respiro affannoso possono indicare parassitosi polmonari o infezioni.

Aspetto fisico debilitato
Un riccio molto magro assume una forma allungata “a pera” invece di essere tondo. Altri segni sono occhi infossati o ferite visibili con sangue.

Freddo al tatto
Se la pancia del riccio risulta fredda, l’animale è in ipotermia e va scaldato immediatamente con una borsa dell’acqua calda avvolta in un panno.

Cuccioli soli
Se trovi dei ricci molto piccoli (sotto i 100g) che vagano da soli senza la madre, sono in pericolo.


I pericoli nei giardini privati

Per chi ha la fortuna di vederli gironzolare nel proprio giardino, ricordiamo che questo può nascondere qualche insidia per loro.

Tosaerba e decespugliatori
Prima di tagliare l’erba alta o pulire sotto le siepi, controllate sempre che non ci sia un riccio addormentato. I ricci non scappano davanti al rumore, ma si appallottolano, rischiando incidenti gravi. Le ferite da lama sono spesso fatali.

No al latte
E’ il mito più comune ma il latte vaccino è veleno per loro. Se vuoi aiutarli, lascia solo una ciotolina d’acqua nei periodi più caldi o quando non piove da giorni.

Lumachicidi e veleni
Evitate i prodotti chimici. I lumachicidi e i diserbanti chimici possono avvelenarli, infatti se un riccio mangia una lumaca avvelenata, morirà a sua volta. Opta per soluzioni naturali che allontanino gli animali sgraditi senza ucciderli, il tuo giardino, le lumache e i ricci ti ringrazieranno!

Piscine o secchi
Copri i tombini aperti e fai attenzione alle piscine o ai secchi profondi. Se hai una piscina, aggiungi una piccola rampa di legno o una rete che permetta loro di risalire se dovessero cadere dentro. I ricci nuotano, ma se non trovano una rampa per uscire rischiano di annegare.